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	<description>Un sorriso con i poveri</description>
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		<title>5 X MILLE</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 22:16:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Da Musha]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest'anno potete contribuire a sostenere l'Hameau des Jeunes S. Kizito, confidiamo che chi ci ha già creduto si faccia promotore verso altri amici. Grazie!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 10]></p>
<p><mce:style><!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} --></p>
<p><!--[endif] --></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><a href="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/5x1000-web.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-78" title="5x1000-web" src="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/5x1000-web.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial;"><em><strong>Carissimi sostenitori,</strong></em> ci sembra importante comunicarvi quanto è stato riconosciuto come<span style="color: #ff0000;"> 5 X Mille</span> negli anni passati. Grazie al vostro contributo abbiamo potuto realizzare un progetto che punta all&#8217;autosostenibilità dell&#8217;Hameau des Jeunes.<br />
Qui di seguito vi riportiamo i contributi che abbiamo ricevuto come 5 X Mille in questi anni dall’Agenzia delle Entrate e in fondo pagina per la massima trasparenza potete anche visualizzare i bonifici che attestano il trasferimento dei fondi in Rwanda sul conto di padre Hermann Schulz.<br />
<strong>Anche quest&#8217;anno potete contribuire a sostenere l&#8217;Hameau des Jeunes S. Kizito, confidiamo che chi ci ha già creduto si faccia promotore verso altri amici. <span style="color: #ff0000;">Grazie!!</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial;"><strong>Anno 2006</strong> – preferenze ottenute 299 – importo attribuito €.11.297,47 – già saldato da parte dell’Agenzia delle Entrate in data 15/09/2008 – Trasferito al progetto “Un Sorriso con il Rwanda – attività progetto Turwubake in data 10/04/2009 (vedi allegato n. 1)</span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial;"><strong>Anno 2007 </strong>– preferenze ottenute 266 – importo attribuito €.11.241,80 – già saldato da parte dell’Agenzia delle Entrate in data 17/12/2009 – Trasferito al progetto “Un Sorriso con il Rwanda – attività progetto Turwubake in data 10/04/2009 (vedi allegato n. 1)</span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial;"><strong>Anno 2008 </strong>– preferenze ottenute 292 – importo attribuito €.11.720,58 – </span>già  saldato da parte dell’Agenzia delle Entrate in data 21/12/2010 –  Trasferito al progetto “Un Sorriso con il Rwanda – attività progetto ESK &#8211; Laboratori scuola tecnica professionale &#8211; Musha Rwanda in data 26/01/2011 (vedi allegato n. 1)</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial;"><strong>Anno 2009</strong> preferenze ottenute 266  &#8211; importo attribuito €. 10.082,55 &#8211; </span>già   saldato da parte dell’Agenzia delle Entrate in data 27/09/2011 –   Trasferito al progetto “Un Sorriso con il Rwanda – attività progetto ESK  &#8211; Laboratori scuola tecnica professionale &#8211; Musha Rwanda in data  26/01/2011 (vedi allegato n. 1)</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/5xmille_11.pdf"><strong> </strong></a><a href="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/5x1000_2012.pdf">Puoi cliccare qui per visualizzare le contabili bancarie dei trasferimenti descritti sopra </a></p>
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		<title>Se un uomo muore là ci sei tu</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 23:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Riflessione sulla Pasqua, proposta agli educatori e formatori del Centro Salesiano al ritiro del 2009 da don Vittorio Chiari]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un canto e una poesia per introdurmi:<br />
il canto è di Giombini, la poesia di Quoist, Se un uomo muore là ci sei tu…<br />
mentre c’è chi soffre, altri sono nella gioia.<br />
In Formazza, una formella della Via Crucis in ceramica dei ragazzi<br />
rappresenta il palazzo, Salomè che danza.</p>
<p><a href="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2012/04/EMA5957.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-133" title="Val Formazza, Cascate del Toce  aprile 2008via crucis ragazzi di arese fotoe copyright  Enrico  Mascheroni335 6859610  -  photomascheroni.comprint under permission" src="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2012/04/EMA5957-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Oggi è difficile danzare, pensare al divertimento<br />
guardando le immagini e leggendo quano è accaduto a L’Aquila:<br />
tanti morti, 278, 16 bambini, migliaia di sfollati, senza casa.<br />
Domani ci saranno i funerali  i Stato con il cardinal Bertone,<br />
oggi visiterà i luoghi il presidente Napolitano, dopo Pasqua il Papa.<br />
C’è tanta solidarietà in Italia, tanti volti anonimi che sono là a scavare,<br />
a soccorrere, a confortare, a consolare.<br />
La natura, quando si sveglia, mette in evidenza i limiti dell’uomo<br />
ma risveglia anche tante energie di solidarietà e d’amore,<br />
a volte insospettabili e imprevedibili.<br />
“Dov’è il buon Dio”,viene da chiederci, come se lo chiedeva Elie Wiesel,<br />
dici settenne ad Auschwitz, i frionte alla morte per impiccagione<br />
di un bmbo di nove anni. Si è dato una risposta,<br />
la stessa del canto di Giombini e della poesia di Quoist:<br />
“Dov’? Ecco: è appeso lì a quella forca…”,<br />
a quella croce.<br />
Gesù Cristo è appeso alla croce là all’Aquila, come nelle foreste<br />
dell’Africa: muore di AIDS come saltando per aria su per mano di un kamikaze<br />
in Iraq o in Pakistan o in Afganistan o in India.<br />
Muore tra i baraccati della favelas o tra le miniere del Sudafrica o del Burundi.<br />
E’mistero della Passione del Signore che è si inserito nella storia dell’uomo<br />
condividendo la sua sofferenza, morendo Innocente e risorgendo<br />
per confermarci che il crocifisso è proprio Dio, figlio di Dio.<br />
Quando un giusto viene condannato, siamo portati a pensare<br />
che si ripete la solita storia: i furbi trionfano<br />
e gli onesti sono uccisi. E’ la solita ingiustizia<br />
che regna in questo nostro mondo.<br />
Se dpo tre giorni risorge ci viene da dire: “Meno male, lui ce l’ha fatta,<br />
l’unico al mondo”.<br />
Se la sua risurrezione ci fa dire che Cristo è veramente Dio,<br />
quello che ci deve commuovere e stupire<br />
che Dio abbia deciso di morire come un uomo qualunque,<br />
anzi come un criminale, un condannato a morte.<br />
Quello che deve meravigliarci ed è un mistero della fede,<br />
che Dio abbia voluto morire come me, come ognuno di noi.<br />
Questa è la verità della croce, la novità del Figlio di Dio crocifisso<br />
tra due ladroni, poi! a dimostrazione del fatto<br />
che non solo è morto per i peccatori, ma insieme ai peccatori,<br />
con loro, come loro.<br />
Davvero è sconcertante. Avendo fatto dei miracoli, la gente,<br />
i suoi discepoli, erano portati a chiedersi:<br />
ha salvato gli altri, non può salvare se stsso!<br />
Il Cristo, il re d’Israele, scenda dalla croce perché vediamo e crediamo!<br />
Se fosse sceso dalla croce, non avrebbe compiuto fino in fondo<br />
il suo gesto d’amore. L’aveva detto: Non c’è amore più grande<br />
di chi dà la vita per coloro che ama!<br />
Gurdando il volto del Cristo crocifisso, vorrei suggerire un’altra riflessione.<br />
è abbastanza naturale, guardando alla storia della Chiesa, che un uomo<br />
sia morto per amor del Cristo, pensiamo alle migliaia di morti<br />
del secolo passato, di quest’anno, che sia morto per unìideaologia,<br />
per la patria, una bandiera,<br />
non è invece molto naturale che Dio muoia per gli uomini.<br />
Questo come credenti dobbiamo annunciare al mondo:<br />
Dio ti ama, ti ama personalmente, è morto per te,<br />
per liberarti dal peccato, liberarti dalla morte,<br />
per darti un orizzonte che va oltre questa terra, che è spesso<br />
valle di lacrime.<br />
Tocca a noi rivelare il volto di Dio, che è volto d’amore<br />
non solo sulla croce. Basta leggere il Vangelo per leggere altri segni<br />
del suo amore: ha rivelato un volto d’amore per tanti sventurati<br />
che ha incontrato per le strade di Galilea, della Samaria, di Gerusalemme,<br />
in villaggi pieni dovunque di miserie umane.<br />
Gesù sapeva che la cosa più triste per gli uomini<br />
non era la povertà o la malattia, ma la solitudine e la disperazione,<br />
conseguenza di tale povertà e solitudine.<br />
Ecco rivelare il suo volto d’amore avvicinando malati di lebbra,<br />
abbandonati da tutti, donne peccatrici e adultere, asciugando le loro lacrime,<br />
ha ridato figli alle madri che avevano perduto i loro figli,<br />
ha fatto tanti miracoli, ma ne volevano molti di più.<br />
La gente non capiva che Gesù era il servo dei dolori,<br />
di cui parlava Isaia. l’annuncio del viaggio a Gerusalemme<br />
per essere preso, crocifisso  risuonava alle orecchie dei suoi discepoli<br />
come qualcosa di spaventoso. Pietro è detto da Gesù<br />
che ragiona come Satana rifiutando questo annunzio.<br />
nessuno può fermare.<br />
A lro sembrava che Gesù Cristo annunziasse più la sua sconfitta<br />
che la sua vittoria. Non capivano,<br />
come non capivano il gesto dell’Ultima Cena. quando Gesù<br />
diventa loro servo, compiendo un gesto ch era solo dei servi,<br />
degli schivi, di chi non era ebreo:<br />
lava e asciuga i loro piedi!<br />
Non riuscivano a leggere sul suo volto i gesti dell’amore<br />
infinito di chi rimane per sempre tra gli uomini<br />
non solo virtualmente, ma realmente con il suo Corpo<br />
e il suo sangue ! Questo è il mio corpo…questo è il mio sangue!”.<br />
Addirittura dormono, mentre il suo volto suda sangue<br />
di fronte all’angoscia della morte vicina.<br />
Non erano presenti nella notte delle tenebre, la notte dei processi,<br />
delle battiture, degli insulti, delle grida: A morte! Amorte!<br />
Pietro lo aveva tradito, Giuda che lo aveva commerciato, si era impiccato,<br />
gli altri fuggiti.<br />
Soilo Giovanni, il più giovane, è accanto a Maria e alle donne<br />
mentre è crocifisso.<br />
Giovanni al capitolo 19,37 scrive: Volgeranno lo sguardo<br />
a colui che hanno crocifisso.<br />
Questa è la Chiesa: un popolo che guarda il crocifisso.<br />
Non dobbiamo aver vergogna del crocifisso,<br />
non si deve avere paura di metterlo davanti a tutti,<br />
perché la Chiesa è fatta da coloro che guardano al crocifisso.<br />
Gesù lo aveva detto: Io quando sarò elevato<br />
da terra, attirerò tutti a me”.<br />
Chi attira è la croce innalzata: sulla croce si vede la malvagità<br />
degli uomini ma anche la forza dell’amore di Dio,<br />
che risulta vincente. Che risulta perdono.<br />
Gesù non manda al diavolo i suoi crocifissori!<br />
Li affida al Padre perdonandoli:<br />
Padre, perdona loro, perché non sanno quello che  fanno!<br />
Colui che dà la vita per noi<br />
non ci vuol perdere ci difende presso il Padre.<br />
non sanno quello che fanno!<br />
Questo è un miracolo davvero grande, che ci mette in ginocchio<br />
davanti a questo Cristo ancora troppo bestemmiato,<br />
negato, messo da parte.<br />
Cristo vuole che noi ci lasciamo amare da lui.<br />
Non ci domanda altro.<br />
Concludo con la testimonianza di Teresina del Bambin Gesù.<br />
Si trova di fronte al Volto di Cristo,<br />
ha gli occhi socchiusi dalla morte, ma Lei lo sente vivo per amore.<br />
Si lascia andare con espressioni di alta poesia,<br />
che trae spunto dal Salmo 80:<br />
“Signore, fa risplendere il tuo volto<br />
e noi saremo salvi”<br />
“Il tuo sguardo soltanto è la mia gioia.<br />
io vivo d’amore”<br />
“Lo sguardo del buon Dio, il suo sorriso mi incanta,<br />
ecco il mio Cielo per me”<br />
“Dopo che avete guardato me,<br />
voi mi avete trasmesso grazia e bontà”<br />
“Il tuo volto, Signore è la mia sola patria”<br />
E’ dolce dirlo in francese<br />
Ta face est ma seule patrie.<br />
Esso è il mio regno d’amore,<br />
è il mio ridente giardino…<br />
Quale gioia quando vedrò il tuo Volto, la luce divina per la prima volta.<br />
Questa Luce sarà la Maddalena a vederla<br />
nel giorno di risurrezione,sarà la nostra Luce<br />
quando varcheremo la soglia della morte<br />
non con un salto nel vuoto<br />
ma tra le braccia di un padre amato<br />
che ci attende da sempre.</p>
<p>don Vittorio Chiari</p>
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		<title>POETI &amp; VAGABONDI HA FATTO CENTRO!</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 11:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[La prima dello spettacolo Mammazzo! è stata un grande successo. Circa 200 persone presenti e uno spettacolo raffinato e stupendo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;">POETI &amp; VAGABONDI</h1>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">HA FATTO <strong>CENTRO!</strong></span></h1>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_0046.jpg"><img class="size-medium wp-image-119 aligncenter" title="IMG_0046" src="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_0046-300x225.jpg" alt="IMMAGINE SALA" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></span></p>
<p>Una mail che ci è giunta e che si sembra bella perchè esprime fino  infondo il nostro intento nell&#8217;organizzare la rassegna  Poeti&amp;Vagabondi.<br />
Dobbiamo innanzi tutto dire un <strong>GRAZIE</strong> a don Vittorio che ci ha insegnato questo stile che sa raggiungere il cuore della gente.<br />
GRAZIE a tutti quelli che sono stati presenti giovedì 1 dicembre alla prima di Mammazzo!<br />
Un grazie anche a Ferruccio Cainero che è stato magnifico nella regia regalando ai Barabba&#8217;s Clowns un gioiello di spettacolo.</p>
<p><strong>Testimonianza: </strong><br />
Ieri sera c&#8217;eravamo&#8230;.e se riusciamo, e non ciammazziamo prima per tutti gli impegni prenatalizi, ci saremo anche il 22.12. Complimenti a tutti. I nostri figli hanno nel cuore selavì&#8230;.ma ieri sera hanno riso davvero tanto!</p>
<p>Ieri  sera, entrando in macchina (perchè l&#8217;altra volta l&#8217;avevamo lasciata  fuori), abbiamo notato che avete un posto bellissimo, ma  lì ad arese,  anche nell&#8217;attesa del prendere i biglietti, nella gestione del  parcheggio automobilistico, nell&#8217;accoglienza all&#8217;ingresso del teatro, in  mezzo a ragazzi che sbucano da tutte le parti, con il teatro  strapieno&#8230;&#8230; ma&#8230; quello si respira ed è straordinario è un clima di  famiglia e di voglia di condividere il naso rosso che c&#8217;è in voi.</p>
<p>Lo abbiamo apprezzato molto, sia l&#8217;altra volta che ieri sera. Al  termine ci siamo sentiti &#8220;obbligati&#8221; a prendere un cuore natalizio e il  volume su don vittorio chiari, dando il nostro piccolo contributo alle  vostre attività&#8230;.per avere un pezzetto di voi a casa nostra e per  capire, attraverso questo libro-ricordo, da dove nasce la vostra  bellezza!</p>
<p>Grazie  per tutto quanto riuscite a trasmettere&#8230; anche con uno sguardo, una  capriola, un mammazzo frignato, una ragazza che scoraggia!!!!  E grazie per la testimonianza di stima e reciproca simpatia del bagnino e del bagnante verso la vostra realtà.</p>
<p>Anna de Fabiani  e famiglia</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_0042.jpg"><img class="size-medium wp-image-120 aligncenter" title="IMG_0042" src="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_0042-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>

<a href='http://www.barabbas.it/blog/?attachment_id=119' title='IMG_0046'><img width="150" height="150" src="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_0046-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMMAGINE SALA" title="IMG_0046" /></a>
<a href='http://www.barabbas.it/blog/?attachment_id=120' title='IMG_0042'><img width="150" height="150" src="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/IMG_0042-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_0042" title="IMG_0042" /></a>
<a href='http://www.barabbas.it/blog/?attachment_id=125' title='EMA_7135'><img width="150" height="150" src="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/EMA_7135-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="EMA_7135" title="EMA_7135" /></a>
<a href='http://www.barabbas.it/blog/?attachment_id=126' title='EMA_7141'><img width="150" height="150" src="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/EMA_7141-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="EMA_7141" title="EMA_7141" /></a>
<a href='http://www.barabbas.it/blog/?attachment_id=127' title='EMA_7173'><img width="150" height="150" src="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/EMA_7173-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="EMA_7173" title="EMA_7173" /></a>
<a href='http://www.barabbas.it/blog/?attachment_id=128' title='EMA_7324'><img width="150" height="150" src="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/EMA_7324-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="EMA_7324" title="EMA_7324" /></a>

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		<title>MI FIDO DI TE SIGNORE! &#8211;  di Massimo Giuggioli</title>
		<link>http://www.barabbas.it/blog/?p=99</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 07:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[don vittorio chiari]]></category>

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		<description><![CDATA[Un breve ricordo di Massimo Giuggioli al papà dei Barabba's Clowns]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono oramai tredici giorni che manca don Vittorio, ma non mi sembra ancora vero. Sulla mia scrivania una foto un po’ particolare con un suo sguardo interrogativo, l’ho trovata tra le carte di un vecchio copione.<br />
Con lui ho lavorato da quando avevo 23 anni, l’ho conosciuto la prima volta ad Arese nel 1980 quando accompagnavo un mio amico che iniziava il servizio civile.</p>
<p>Poi l’ho sentito a Monza nel 1982 all’autodromo per il congresso eucaristico, nella veglia serale, la sua testimonianza aveva infuocato il mio cuore in ricerca della mia vocazione. Era capace di comunicare la sua vita, le cose in cui credeva con immediatezza perché le viveva fino in fondo.</p>
<p>Molti lo ricordano come l’uomo del disordine, della disorganizzazione, l’uomo capace di accogliere tre inviti contemporanei perché la sua agenda era sempre sotto una montagna di carta, l’uomo che perdeva ogni cosa, che dimenticava ovunque qualche cosa, ma non ha mai dimenticato il nome di nessuno sempre capace di dare il suo tempo a tutti quelli che lo richiedevano.</p>
<p>Sempre capace di stare con i ragazzi, di condividere con loro il cortile, il gioco, i momenti belli e quelli difficili, sempre capace a non credere mai che un ragazzo fosse perso, che non c’era un modo per ricominciare, che non c’era una speranza. Quando proprio le cose andavano male, riusciva comunque sempre a cogliere un positivo a dare la speranza dell’agricoltore che sa attendere, che sa accettare che i frutti li possa cogliere anche qualcun altro.</p>
<p>Nel suo ufficio, come nella sua camera, nessun oggetto di valore, solo libri, giornali, ritagli e manoscritti, anche perché quando qualcuno gli regalava qualche cosa di particolare non riusciva a tenerlo per sé, in poco tempo trovava l’occasione di regalarlo a qualcuno. Solo una cosa si è tenuto per anni sulla sua scrivania, un “don Chisciotte” acquistato nella casa natale del Cervantes che gli avevamo regalato tornando da una tournée.</p>
<p>Don Vittorio ha legato a sé tantissima gente, che gli ha voluto bene, che ha visto in lui la coerenza dell’uomo di Dio, semplice, paziente, attento, capace di accogliere, disposto a perdere pur di non far star male nessuno, capace di amare intensamente, di sopportare e di sperare. Al suo funerale una signora mi si è avvicinata e mi ha detto: “don Vittorio mi voleva bene, teneva a me e alla mia famiglia”. Mi è subito venuta alla mente la figura di don Bosco capace di essere presente in tutti i suoi ragazzi con la certezza per ognuno di essere nel suo cuore e nella sua mente.</p>
<p>Nonostante questo tante volte non è stato capito, non ha goduto di fiducia, ha vissuto momenti di dubbio e fatica, ha vissuto il fallimento. Anche in questi momenti difficili ha sempre mantenuto l’ottimismo, non ha mai smesso di pensare a nuovi progetti, a nuovi libri, e ha sempre affermato con tanta fede: Mi fido di te, Signore!</p>
<p>La sua vita ha avuto due cardini: l’Oratorio in cui credeva profondamente e i Ragazzi di Arese, i suoi barabitt. Sondrio e Santa Croce di Reggio Emilia sono stati i suoi oratori. A S. Croce ha vissuto quindici anni di vita intensa, non solo nella città, ma su tutto l’appennino dove ha mobilitato migliaia di giovani.<br />
Arese, la sua casa dove si è formato e ha dato speranza a tanti ragazzi. La casa dove è nata l’espressione migliore della sua allegria, della sua gioia, che si è fatta dono per i più poveri: i Barabba’s Clowns. Il suo ultimo “palcoscenico” per passare dietro le quinte e vivere l’ultimo tempo tra i giovani universitari di Via Rovigno regalando loro un tempo “nuovo” come l’hanno definito nel ringraziamento letto al termine del rito funebre a Treviglio.</p>
<p>Concludo questo mie righe con le sue parole che rimarranno per sempre in me.</p>
<p><a href="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/Vittorio_web.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-100" title="don Vittorio" src="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/Vittorio_web.jpg" alt="" width="283" height="213" /></a></p>
<p>“Vorrei tanto essere e morire da clown.<br />
Non è una fuga della realtà<br />
ma l’immersione<br />
nel mondo dell’allegria,<br />
della gioia,che nascequando uno vivecontento di sé,<br />
degli altri,della vita e della morteche è ritorno a Dio,<br />
il Padre che ci chiama al momento giusto<br />
quando avrà nostalgia di ognuno di noi.<br />
E creò Dio il cielo e la terra.<br />
E creò Dio l’uomo e la donna<br />
ma al settimo giorno per riposarsi <strong>creò Dio il Clown!<br />
</strong>Non poteva che essere andata così:<br />
il Clown è un essere affascinante,<br />
venuto da lontano,<br />
originale eppure comune.<br />
Non è una leggenda metropolitana:<br />
un pezzo di clown<br />
vive in ogni persona<br />
che viene al mondo “con ali e cuore di bambino”.<br />
Ho sempre creduto che sia nato davvero il settimo giorno,<br />
quando il Creatore decise di riposare.<br />
Mi sono innamorato a prima vista:<br />
un colpo di fulmine ma anche un amore fedele,<br />
dal sapore antico, nostrano.<br />
<strong>E’ stata un’apparizione</strong><strong> </strong>nella mia vita,<br />
un qualcosa di magico e misterioso,<br />
di gioioso e triste insieme,<br />
a volte drammatico,<br />
tragico, come il clown disegnato da Chaplin…</p>
<p>.. Al Circo <strong>abbiamo sorriso del Clown</strong>,<br />
forse senza renderci conto<br />
che dietro alla figura del clown schiaffeggiato,<br />
amato dai bambini e schernito dai potenti,<br />
c’era quella del <em>Christus patiens</em>,<br />
il povero Cristo della strada,<br />
il don Chisciotte dai mille sogni spenti,<br />
l’Idiota di Dostojevskij,<br />
il Gimpel di Isaac Singer,<br />
che credeva che la luna fosse caduta dal cielo<br />
e che le mucche volassero sopra i tetti,<br />
credeva che tutto fosse possibile,<br />
anche se non si capisce bene<br />
come Gimpel credesse alle storie che gli raccontavano<br />
per non dare del bugiardo a tutti: “Credere loro, spero che abbia fatto a loro bene!”.<br />
E il rabbino disse a Gimpel:<br />
“Meglio essere un idiota tutti i giorni che essere malvagio per un’ora sola”.<br />
Il clown per me, per Massimo e i miei ragazzi<br />
è stata una scelta di umanità,<br />
un’uscita di sicurezza dalla disperazione,<br />
un ritrovare la voglia di sorridere per fare sorridere,<br />
per dare speranza…<br />
…E in Paradiso vorrei arrivare cavalcando un asinello del circo,<br />
con il naso rosso del clown<br />
e una lettera di raccomandazione  per gli amici,<br />
che verranno dopo di me,<br />
ai quali mi sono impegnato di preparare un bel posto in Cielo.<br />
Mi fido di te, Signore!<br />
Vieni a prendermi al momento giusto<br />
Quando la misura del mio amore è colma.<br />
Grazie!&#8221;</p>
<p><em>don Vittorio</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La Favola di un Sorriso di don Vittorio</title>
		<link>http://www.barabbas.it/blog/?p=93</link>
		<comments>http://www.barabbas.it/blog/?p=93#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 18:04:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Barabba's Clowns]]></category>
		<category><![CDATA[don vittorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno scritto di don Vittorio dello scorso ottobre che riassume il suo incontro con il clown e lo spirito dei barabba's clowns di questi trent'anni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="WordSection1">
<p class="Default"><strong>LA FAVOLA </strong></p>
<p class="Default"><strong>DI UN SORRISO </strong></p>
<p class="Default">Vorrei tanto</p>
<p class="Default">essere e morire</p>
<p class="Default">da clown.</p>
<p class="Default">Non è una fuga</p>
<p class="Default">della realtà</p>
<p class="Default">ma l’immersione</p>
<p class="Default">nel mondo</p>
<p class="Default">dell’allegria,</p>
<p class="Default">della gioia, che nasce</p>
<p class="Default">quando uno vive</p>
<p class="Default">contento di sé,</p>
<p class="Default">degli altri,</p>
<p class="Default">della vita e della morte</p>
<p class="Default">che è ritorno a Dio,</p>
<p class="Default">il Padre che ci chiama</p>
<p class="Default">al momento giusto</p>
<p class="Default">quando avrà nostalgia</p>
<p class="Default">di ognuno di noi</p>
<p class="Default">E creò Dio il cielo e la terra. E creò Dio l’uomo e la donna</p>
<p class="Default">ma al settimo giorno per riposarsi <strong>creò Dio il Clown! </strong></p>
<p class="Default">Non poteva che essere andata così: il Clown è un essere affascinante, venuto da lontano, originale eppure comune.</p>
<p class="Default">Non è una leggenda metropolitana:</p>
<p class="Default">un pezzo di clown vive in ogni persona</p>
<p class="Default">che viene al mondo “con ali e cuore di bambino”.</p>
<p class="Default">Ho sempre creduto che sia nato davvero il settimo giorno,</p>
<p class="Default">quando il Creatore decise di riposare.</p>
<p class="Default">Mi sono innamorato a prima vista: un colpo di fulmine</p>
<p class="Default">ma anche un amore fedele, dal sapore antico, nostrano.</p>
<p class="Default"><strong>E’ stata un’apparizione </strong>nella mia vita,</p>
<p class="Default">un qualcosa di magico e misterioso, di gioioso e triste insieme,</p>
<p class="Default">a volte drammatico, tragico, come il clown</p>
<p class="Default">disegnato da Chaplin.</p>
<p class="Default">Quando anni fa rapirono la sua salma, Tonino corse da me</p>
<p class="Default">in lacrime, gridando: Hanno rapito mio padre.</p>
<p class="Default">Hanno rapito Charlot! Bisogna fare qualcosa!</p>
<p class="Default">Facciamo qualcosa! Facciamo il Circo!</p>
</div>
<p><span><br />
</span></p>
<div class="WordSection2">
<p class="Default">
<p class="Default">“Sulla pista del Circo tutta la sofferenza</p>
<p class="Default">della condizione umana è incarnata dal clown</p>
<p class="Default">che prende gli schiaffi ma non c’è schiaffone, bastonata</p>
<p class="Default">o martellata o colpo d’accetta in testa,</p>
<p class="Default">non c’è caduta rovinosa che possa distruggerlo:</p>
<p class="Default">il clown si rialza e rinasce sempre” (Rouault).</p>
<p class="Default">Mi piace questo clown che rinasce sempre,</p>
<p class="Default">così vicino alla vita errante e vagabonda</p>
<p class="Default">dei ragazzi al margine, ragazzi guasti, ragazzi di strada,</p>
<p class="Default">soli di quella “solitudine che è come sasso di pietra, di marmo,</p>
<p class="Default">che mettono sulle tombe”.</p>
<p class="Default">Tante volte in scena avevo raccontato le loro storie,</p>
<p class="Default">un giorno con i ragazzi decidemmo di tacere!</p>
<p class="Default">Silenzio su di noi, basta lacrime: “Clown facci sorridere…”.</p>
<p class="Default">Abbiamo deciso di rappresentare la vita “sorridendo”.</p>
<p class="Default">Al Circo <strong>abbiamo sorriso del Clown</strong>,</p>
<p class="Default">forse senza renderci conto che dietro alla figura</p>
<p class="Default">del clown schiaffeggiato, amato dai bambini</p>
<p class="Default">e schernito dai potenti, c’era quella del <em>Christus patiens</em>,</p>
<p class="Default">il povero Cristo della strada,</p>
<p class="Default">il don Chisciotte dai mille sogni spenti,</p>
<p class="Default">l’Idiota di Dostojevskij, il Gimpel di Isaac Singer,</p>
<p class="Default">che credeva che la luna fosse caduta dal cielo</p>
<p class="Default">e che le mucche volassero sopra i tetti,</p>
<p class="Default">credeva che tutto fosse possibile, anche se non si capisce bene</p>
<p class="Default">come Gimpel credesse alle storie che gli raccontavano</p>
<p class="Default">per non dare del bugiardo a tutti: “Credere loro,</p>
<p class="Default">spero che abbia fatto a loro bene!”.</p>
<p class="Default">E il rabbino disse a Gimpel: “Meglio essere un idiota</p>
<p class="Default">tutti i giorni che essere malvagio per un’ora sola”.</p>
<p class="Default">Il clown per me, per Massimo e i miei ragazzi</p>
<p class="Default">è stata una scelta di umanità,</p>
<p class="Default">un’uscita di sicurezza dalla disperazione,</p>
<p class="Default">un ritrovare la voglia di sorridere per fare sorridere,</p>
<p class="Default">per dare speranza.</p>
<p class="Default">Clown dalla parte del cuore, suggeriva l’amico Bano,</p>
<p class="Default">un linguaggio eterno, che sopravvive alla guerra totale,</p>
<p class="Default">che lotta contro ogni forma di violenza,</p>
<p class="Default">la irride perché la violenza contro gli altri</p>
<p class="Default">e contro se stessi porta morte e non vita.</p>
<p class="Default">Il clown di noi Barabba’s è generato da un parto difficile,</p>
<p class="Default">- una vita senza grandi affetti –</p>
<p class="Default">sorride della logica del mondo dei potenti,</p>
</div>
<p><span><br />
</span></p>
<p class="Default">
<p class="Default">vive in altre dimensioni, quelle della gratuità</p>
<p class="Default">che conta più dell’egoismo, degli affetti che contano</p>
<p class="Default">più dei soldi, del candore che conta più delle trame dei furbi,</p>
<p class="Default">del perdono e della riconciliazione che contano</p>
<p class="Default">più della vendetta.</p>
<p class="Default">Apparteniamo più alla razza dell’Augusto che del Bianco,</p>
<p class="Default">di cui parla Federico Fellini: l’Augusto ride dell’universo,</p>
<p class="Default">prende in giro il Bianco, tutore dell’ordine e di chi ama</p>
<p class="Default">la legge più delle persone.</p>
<p class="Default">L’Augusto è l’Artista, Bianco è il dittatore,</p>
<p class="Default">l’Augusto è Chaplin, che nel “Grande dittatore”</p>
<p class="Default">fa una parodia del Bianco, indimenticabile lezione</p>
<p class="Default">di comicità intelligente, di ironia nei confronti</p>
<p class="Default">di un Potere irrazionale.</p>
<p class="Default">L’Augusto,sia pure lontanamente, è il grande Clown</p>
<p class="Default">nato il settimo giorno per far sorridere Dio</p>
<p class="Default">e quando Dio sorrise nacque anche il teatro,</p>
<p class="Default">un gran palcoscenico, dove ognuno di noi</p>
<p class="Default">ha una parte da vivere, di cui rendere conto!</p>
<p class="Default">Vorrei varcare la soglia del Mistero,</p>
<p class="Default">vestito da clown, a cavallo di un asino!</p>
<p class="Default">Bello,no?</p>
<p class="MsoNormal">
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		<item>
		<title>Rassegna Stampa Gio&amp;Na</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 21:14:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Se vuoi leggere l&#8217;articolo aparso sul giorno venerdì 12 novembre, clicca qui! http://www.barabbas.it/site/archivio/PDF/1289769072.pdf]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="../../site/archivio/PDF/1289769072.pdf">Se vuoi leggere l&#8217;articolo aparso sul giorno venerdì 12 novembre, clicca qui!</p>
<p>http://www.barabbas.it/site/archivio/PDF/1289769072.pdf</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>GIO &amp; Na ritorna con successo</title>
		<link>http://www.barabbas.it/blog/?p=86</link>
		<comments>http://www.barabbas.it/blog/?p=86#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 20:56:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Barabba's Clowns]]></category>
		<category><![CDATA[giona]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Venredì sera presso la sala peppino lodigiani è ritornato in scena il Gio&#038;Na interpretato dai così detti "vecchi barabbas" oramai anche con i capelli bianchi. Accolto da una sala esaurita e con un pubblico attento e vivace, il Gio&#038;Na ha riscosso ancora una volta grande apprezzamento e successo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì sera 12 novembre, presso la sala Peppino Lodigiani è ritornato in scena il Gio&amp;Na interpretato dai così detti &#8220;vecchi barabbas&#8221; oramai anche con i capelli bianchi. Accolto da una sala esaurita e con un pubblico attento e vivace, il Gio&amp;Na ha riscosso ancora una volta grande apprezzamento e successo.</p>
<p><a href="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2010/11/giona2_0116.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-88" title="giona2_0116" src="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2010/11/giona2_0116-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>L&#8217;idea è stata quella di avere un occasione per ritrovarsi e offrire agli adulti dell&#8217;Associazione Barabba&#8217;s Clowns un occasione per incontrarsi e condividere un tempo insieme.<br />
In programma l&#8217;idea di proporlo in Italia durante l&#8217;anno 2011 e di realizzare una versione itinerante da fare in luoghi particolari all&#8217;aperto o in riva a una spiaggia.<br />
Rimanete collegati per conoscere gli sviluppi.</p>
<p>Grazie a tutti quelli che sono intervenuti allo spettacolo!</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Barabba&#8217;s Clown: un altro grande successo</title>
		<link>http://www.barabbas.it/blog/?p=82</link>
		<comments>http://www.barabbas.it/blog/?p=82#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 21:41:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Barabba's Clowns]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Spettacolo a Morbegno 
Se, come scrive Dostoewskij, "Si conosce un uomo dal modo in cui ride", i Barabba's ci hanno insegnato a divertire con ciò che di più prezioso ci è stato dato: il nostro corpo e la sua capacità di esprimersi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 class="MsoNormal"><span style="color: #ff0000;"><strong>Barabba&#8217;s Clown: un altro grande successo</strong></span><span style="color: #ff0000;"><strong><br />
</strong></span></h2>
<h4><span style="color: #ff0000;"><strong>Spettacolo a Morbegno, nella sala Ipogea di San Giuseppe.</strong></span></h4>
<p class="MsoNormal"><em>Pubblicato su VAOL.IT &#8211; quotidiano online della Valtellina il: 13/04/2010</em></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/1157341.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-84" title="1157341" src="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/1157341-300x200.jpg" alt="" width="427" height="284" /></a></p>
<p class="MsoNormal">Se è vero che il riso fa buon sangue, allora l&#8217;altra sera, nella sala Ipogea di San Giuseppe, ci siamo tutti purificati!</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Abbiamo assistito ad un divertentissimo spettacolo di clown, ancor più divertente per il fatto che, grazie alle nostre risate, siamo riusciti ad aiutare due volte: i clown stessi, che appartengono al gruppo noto con il nome di Barabba&#8217;s Clown, e una comunità del Rwanda, Paese da anni distrutto da una terribile guerra civile.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><img src="file:///C:/DOCUME~1/CONTAB~1/IMPOST~1/Temp/moz-screenshot-3.png" alt="" />I Barabba&#8217;s sono il frutto del lavoro di un gruppo di educatori, che hanno costituito ad Arese una comunità articolata in case famiglia e in struttura residenziale, dove vengono ospitati minori in difficoltà che hanno intrapreso la strada della devianza o sono abbandonati a se stessi. Attraverso i giochi di clown riescono a restituire la serenità a questi ragazzi, e attraverso le loro &#8220;turnèe&#8221;, nelle quali raccolgono denaro che viene poi impiegato per aiutare ragazzi ancora più sfortunati di loro, li aiutano a ridare un senso alla loro vita. Un compito sicuramente non facile ma che, stando al successo ottenuto sabato sera, può dirsi perfettamente riuscito.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Nel pomeriggio il gruppo dei Barabba&#8217;s ha gestito una serie di laboratori attivi che hanno coinvolto i ragazzi delle scuole superiori, tutti accuratamente dotati per l&#8217;occasione di naso rosso. Hanno mostrato loro le potenzialità espressive di corpo e viso, hanno insegnato loro alcuni modi per suscitare il riso.</p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/115733.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-85" title="115733" src="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/115733-300x200.jpg" alt="" width="439" height="292" /></a></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Hanno ricordato loro che solo se si resta un po&#8217; bambini dentro si può continuare a ridere e soprattutto a far ridere in modo sano, che non è un mestiere da sciocchi. Ai laboratori è seguito un momento conviviale, che ha permesso ai ragazzi di Morbegno di socializzare di più con i Barabba&#8217;s. Al termine, lo spettacolo per tutti coloro che hanno voluto accogliere questo invito all&#8217;allegria..</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Lo spettacolo<span> </span>aveva come filo conduttore le ultime olimpiadi di Pechino. Utilizzando quindi come pretesto le varie discipline sportive, i ragazzi hanno coinvolto il pubblico in una serie di esilaranti sketch: una maratona corsa da alcuni spettatori, un match di tennis doppio giocato tra scozzesi e inglesi &#8211; con tanto di rito del te-, una prova di sollevamento pesi, una esibizione di nuoto sincronizzato, un numero di pattinaggio artistico&#8230; Utilizzando pochissimo la parola e sfruttando al massimo le potenzialità espressive di mimica e gestualità corporea, con l&#8217;aiuto della tecnologia nella sapiente miscelazione di suoni, musiche e contributi filmati, i ragazzi hanno tenuto alta l&#8217;attenzione del pubblico, lo hanno fatto ridere di gusto, hanno in qualche modo portato indietro nel tempo gli adulti, facendo loro assaporare di nuovo il gusto di una risata spensierata..</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">&#8220;Una risata può essere una cosa molto potente. A volte, nella vita, è l&#8217;unica arma che ci rimane&#8221;, si dice nel film Chi ha incastrato Roger Rabbit. E&#8217; proprio così: è un&#8217;arma contagiosa che elimina i pensieri negativi, se solo le facciamo posto un po&#8217; più spesso nei nostri pensieri.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Infine, se, come scrive Dostoewskij, &#8220;Si conosce un uomo dal modo in cui ride&#8221;, i Barabba&#8217;s ci hanno insegnato a divertire con ciò che di più prezioso ci è stato dato: il nostro corpo e la sua capacità di esprimersi.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Maria Teresa Petrone</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Rwanda: il genocidio 15 anni dopo</title>
		<link>http://www.barabbas.it/blog/?p=79</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 21:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa News]]></category>
		<category><![CDATA[rwanda]]></category>

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		<description><![CDATA[Un servizio di Nigrizia sul genocidio del Rwanda e la situazione attuale.
Ne parliamo con p. Aurelio Boscaini, missionario comboniano, giornalista e profondo conoscitore della regione dei Grandi Laghi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> <a> <img id="rptImages_ctl00_imgIn" class="immaginedx" style="border-width: 0px;" src="http://www.nigrizia.com/sito/resize.aspx?FileName=%7E/public/OldNimedia/rwandagrande7apr.jpg&amp;larghezza=196&amp;altezza=196" alt="" /> </a> </strong> <strong> </strong> <a title="Radio Servizio - Intervista" href="http://www.nigrizia.com/sito/notizie_pagina.aspx?Id=7747" target="_blank"><strong><br />
PUOI ASCOLTARE IL SERVIZIO CLICCANDO QUI</strong></a><br />
(nella pagina di Nigrizia clicca sul quadrato nero NIGRIZIA o sull&#8217;icona media player)</p>
<p>Sono passati 15 anni e molti dei responsabili del  massacro rimangono impuniti. Vivono da uomini liberi rifugiati in  Belgio, Canada, Francia, Kenya e nella Repubblica democratica del Congo.<br />
Era la sera del 6 aprile del 1994 quando l&#8217;aereo su cui il  presidente del Rwanda, Juvenal Habiarimana, è stato abbattuto sui cieli  di Kigali. La morte del presidente rwandese è stato il pretesto per  scatenare il genocidio della popolazione tutsi, pianificato dagli  estremisti hutu.<br />
In meno di 100 giorni sono stati uccisi 800 mila  tutsi e hutu che rifiutano di prendere parte ai massacri.<br />
Un  massacro a cui la comunità internazionale ha assistito senza fare nulla:  la missione delle Nazioni Unite, già presente nel paese, venne  addirittura ridotta.<br />
Ne parliamo con p. Aurelio Boscaini,  missionario comboniano, giornalista e profondo conoscitore della regione  dei Grandi Laghi.</p>
<p><em>(A cura di Michela Trevisan _NIGRIZIA) </em><br />
Nigrizia &#8211; 07/04/2009</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Oggi i Barabba&#8217;s a Triuggio</title>
		<link>http://www.barabbas.it/blog/?p=73</link>
		<comments>http://www.barabbas.it/blog/?p=73#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 20:28:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Barabba's Clowns]]></category>
		<category><![CDATA[clown di corsa]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il dieci gennaio i Barabba&#8217;s hanno offerto il loro primo spettacolo del 2010 a oltre cinquecento bambini. Clown di Corsa li ha trasportati in un vortice di gags che ha scatenato riso e applausi. Lo spattacolo ha come sempre condotto il pubblico ad avvicinarsi al nostro impegno di solidarietà con i più poveri nel Rwanda. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il dieci gennaio i Barabba&#8217;s hanno offerto il loro primo spettacolo del 2010 a oltre cinquecento bambini.<br />
Clown di Corsa li ha trasportati in un vortice di gags che ha scatenato riso e applausi.<br />
Lo spattacolo ha come sempre condotto il pubblico ad avvicinarsi al nostro impegno di solidarietà con i più poveri nel Rwanda.<br />
Grazie a tutti per la vostra simpatia</p>
<p>.<a href="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/dsc_8859.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-74" title="Tennis" src="http://www.barabbas.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/dsc_8859.jpg" alt="Un momento dello spattacolo Clown di Corsa" width="300" height="201" /></a></p>
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