LA GUERRA MISTERIOSA IN RDC

gennaio 8th, 2009

Dopo il lungo ottobre dello scorso anno la guerra si è rinnovata tra i ribelli guidati da generale Laurent NKUNDA e il governo congolese per difendere i diritti della minoranza di etnia tutsi che non viene riconosciuta alla pari degli altri cittadini congolesi.

Le motivazioni di questa guerra risalgono al genocidio avvenuto in Rwanda nel 1994, quando alcuni estremisti genocidiari fuggirono in Congo dando vita al CNDP (Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo) guidato da Laurent NKUNDA.

Questo gruppo di ribelli tutsi ha accusato il governo della RDC di sostenere altri i ribelli hutu rwandesi nel massacrare la minoranza tutsi congolese, e proprio per questo NKUNDA ha dichiarato guerra al governo di Kinshasa utilizzando anche mezzi di comunicazione internazionali come la BBC. Dopo qualche giorno il CNDP aveva già sconfitto l’esercito governativo, conquistando la gran parte del Nord Kivu tra cui il capoluogo Goma nonostante la presenza dei caschi blu che si trovano nella regione orientale del Congo dal 2000 per la missione di pace MONUC, anche se l’efficacia di questa missione è messa in ombra da testimonianze contro alcuni caschi blu che si occuperebbero più del traffico di materie prime che di pace.

Ma come mai questa guerra non è ancora terminata e continua ad intervalli irregolari da lungo tempo? Dopo la sconfitta dell’esercito regolare a favore dei ribelli, le autorità di Kinshasa hanno immediatamente accusato il governo Rwandese di sostenere in modo determinante Laurent NKUNDA e i suoi ribelli, ottenendo in risposta prima una netta smentita sulla propria implicazione e poi un’accusa di responsabilità in quanto, a detta del governo rwandese, fin dal 1995 il governo della RDC non vuole risolvere la situazione in quel territorio e continua a sostenere le milizie di etnia Hutu contro il Rwanda.

Subito la comunità internazionale ha iniziato ad esaminare la situazione regionale, e il 12 Dicembre scorso è stato presentato un report al Consiglio di sicurezza dell’ONU in cui vengono accusati entrambi i paesi, RDC e Rwanda, di essere alle spalle dei ribelli, con forniture di armi, soldati e possibilità di utilizzare le banche nazionali. Il governo rwandese, attraverso il ministro degli affari esteri Rosemary MUSEMINALI, a smentito le accuse del report, portando a propria difesa il fatto di aver firmato l’accordo di cessare il fuoco con il governo congolese, e dichiarando false le testimonianze curate dagli esperti dell’ONU. Inoltre, ha continuato MUSEMINALI, se il CNDP recluta soldati in Rwanda lo fa come potrebbe farlo anche in Kenya, Europa e ovunque voglia, e se lo fa in rwanda non è certo attraverso il governo.

Il report continua accusando le autorità della RDC di usare le milizie Hutu e gruppi di Mai Mai ( altri ribelli congolesi) contro la minoranza Tutsi congolese e che queste milizie vengono pagate per controllare il commercio illegale delle risorse minerarie con alcune aziende europee, e che questo traffico fa guadagnare alle milizie milioni di dollari con i quali si procurano le armi. Questi esperti continuano a precisare che tutti questi gruppi armati violano inoltre i diritti umani coinvolgendo bambini-soldato nella guerra e praticando violenze sulle donne.

Gli esperti concludono chiedendo al Consiglio di sicurezza di prendere misure su tutti i coinvolti nel report, suscitando nuovi timori in Rwanda perchè recentemente già due paesi, Svezia e Olanda, hanno bloccato i loro aiuti verso il governo Rwandese.

E’ importante ricordare che questo gruppo di esperti sono arrivati in Congo orientale nella meta di Agosto per svolgere i loro compiti tra cui esaminare l’efficenza della MONUC, le dinamche del traffico armi e del commercio delle risorse naturali e capire il punto di partenza dei finanziamenti dei diversi gruppi armati nella regione.

Finora nessuno sa dire quando il popolo del Congo tornerà vedere la luce della speranza e a vivere nel rispetto dei dritti civili. Finchè non verrà diagnosticata la vera causa di questa malattia\guerra ogni medicina\soluzione applicata sarà inappropriata e non potrà risolvere davvero il conflitto. Alcune speranze sono state recentemente riposte in Olsegoun OBASANJO, che L’ ONU ha mandato come suo esponente per mediare la situazione, che si potrà risolvere, dice lo stesso OBASANJO, solo con un accordo bilaterale dei 2 paesi.

Emanuel

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