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La storia

Il mistero è come il pane a tavola. Non manca mai!
Esso è presente nella vita di ogni uomo, di ogni donna!
Qualcuno lo chiama "destino", noi preferiamo chiamarlo con un altro nome, quello del Grande Clown, che è all’inizio della creazione del mondo, dell’uomo, della donna, il Dio del cielo e della terra, che nel "settimo giorno", per riposarsi e divertirsi, ha creato "il clown".

 

 

Il primo mistero per i Barabba’s Clown è stato l’incontro con un giovane obiettore di coscienza, capitato ad Arese mandato dal direttore e fondatore della rivista "Espressione Giovani", Don Luigi Melesi, il prete “ergastolano”, avendo passato più di trent’anni come cappellano nel carcere di San Vittore a Milano, per anni educatore e direttore del Centro di Arese,grande innamorato dell’arte del teatro, scrittore di numerosi splendidi tetsi, fiorti anche nela suo lavoro tra gli ospiti di San Vittore.
Il mistero sta nell’amore sbocciato a prima vista tra i ragazzi del Centro e la figura del clown, che Bano, cresciuto alla scuola dei Colombaioni e del teatro Ventura, aveva presentato in "Oh, no!", l’intelligente spettacolo che lui aveva scritto, interpretato e rappresentato in una sera nel teatrino del Centro Salesiano di Arese.
Si era sempre pensato il clown come "personaggio minore", come "animale da circo" ed invece il clown diverrà la passione di molti ragazzi di Arese che, attraverso la sua mitica figura, hanno scoperto la gioia di comunicare con il corpo la ritrovata speranza di vivere.
Bano con i suoi baffi nostrani, il suo volto da bergamasco contento del suo mestiere di far sorridere la gente incontrava ad Arese un suo concittadino altrettanto contento del suo mestiere di prete, don Vittorio Chiari. Dal sodalizio sono nati i Barabba’s Clowns. Era l’anno 1979.
Il primo Corso era stato un’avventura: un centinaio di iscritti!
Dopo i primi incontri, avvenne la selezione.
Da ragazzi dotati di senso pratico, parecchi si ritirarono avendo compreso che il clown non era un buffone, ma un annunciatore di gioia "e la gioia non la si può comunicare se non l’hai dentro, se non fai la fatica di convertirti con essa".
Coloro che ci hanno creduto sul serio ben presto si avventurano fuori dallo spazio di Arese per portare la loro gioia nelle piazze, nelle scuole, nei luoghi della sofferenza, in teatro, negli oratori e nelle parrocchie, alla televisione...
Memorabile la prima tournée in Valtellina nell’Anno Internazionale dell’ONU dedicata al Bambino: tredici spettacoli in tre giorni ed in condizioni non sempre ottimali ma con tanto entusiasmo da parte dei piccoli spettatori delle scuole della provincia di Sondrio percorsa in lungo e in largo, nei centri più piccoli e nella città.
Clowns, sì, ma "dalla parte del cuore": è stata una scelta di spiritualità, che ha portato i ragazzi a scoprire il dono della gratuità, a comunicare per comunicare, per la gioia di comunicare per aiutare a comunicare.

 


Il secondo mistero è stato l’incontro con un missionario, fondatore con Don Della Torre del Centro di Arese,  padre Ugo de Censi, anima e cuore dell’Operazione Mato Grosso! Tra le tante opere, ha fondato una scuola d’arte del legno a Chacas sempre sulle Ande del Perù a m. 3400 di altezza: "Ho bisogno di voi per i miei ragazzi!" dice ai Barabba’s, che lo ascoltano raccontare delle sue esperienze con i poveri campesinos.
I Barabba’s, sono poveri ma non si tirano indietro! Gli spettacoli, che ormai si fanno a centinaia ogni anno, avranno come scopo:
aiutare i campesinons poveri Cristi come loro!
E’ l’Operazione "un Sorriso con i Poveri".
Fioccano le offerte! Non basta! Un gruppo di loro parte per il Perù.
Li accompagna Arturo Ballabio, che nella sua comunità di alloggio, insieme ai figli e a sua moglie Massimiliana,accoglie i clowns più grandi.
Sergio Procopio ed Enrico Caruso fonderanno una scuola clown con i giovani campesinos:  li porteranno in tournée nelle principali città del Perù.
Anche la televisione della capitale Lima si interessa di loro. Mai visto prima! 
Lavorare con i poveri aiuta i Barabba’s, che spesso hanno un vissuto sofferto e drammatico, a non piangersi addosso, a sentirsi utili a qualcuno, a diventare creativi. Al Perù, si aggiungeranno nel tempo i poveri della Bosnia, quelli del Rwanda.
È l’Operazione "Pane e Riso". Il biglietto d’ingresso è in natura: farina per il pane, riso, olio, pasta, tutto quello che serve per chi vive i drammi della guerra.
Intanto Arturo e Massimiliana dalla Villetta di Arese emigrano alla Ca’ MEA di Caronno Pertusellla: al loro posto, entrano Angela e Massimo Giuggioli.
Anche don Chiari è emigrato a Reggio Emilia: tocca a Massimo portare avanti l’avventura dei Barabba’s Clowns. L’organizzazione migliora, dall’Italia si punta anche all’estero, i Barabba‘s portano il loro sorriso in Germania, in Ungheria, in Svizzera, in Polonia, in Georgia, Francia, Repubblica Ceca, Spagna, dove incontrano don Pepe, un salesiano che lavora con i ragazzi di strada dell’Andalusia, per lo più ragazzi zingari. Tra di loro nasce il gruppo dei "Barabba’s" spagnoli.
I Barabba‘s diventano internazionali: i volti cambiano ma lo spirito è sempre il medesimo.
Lo spettacolo-clou è il racconto biblico "Gio&Na", che continua la lettura della Bibbia alla moda dei clown, iniziata con "La Ricreazione", la creazione del mondo raccontata dai clowns. Si aprono persino le porte del Vaticano, dove nella Sala Nervi "Gio & Na" viene rappresentato davanti a 7000 pellegrini milanesi guidati dal Cardinale Martini.
Il Papa Giovanni Paolo II li riceve in udienza! Sono cresciuti tutti d’una spanna! Sono emozioni che non si dimenticano, memorie che si aggiungono ad altre, come gli spettacoli nella casa generalizia dei Salesiani a Roma per il Rettor Maggior, don Egidio Viganò. Nell’anno centenario di don Bosco i Barabba’s si superano: 102 spettacoli. Don Bosco è il loro santo e amico.
Il cuore dei Barabba's continua batte sempre per i poveri:
nel 1994 incontrano padre Hermann, missionario salesiano in Rwanda, il paese delle mille colline martoriato dal Genocidio.
Con lui si inizia un nuovo cammino verso i poveri del Rwanda. L'impegno è grande ma anche l'entusiasmo.
In pochi mesi con l'aiuto di Adelio Bergamaschi, che aveva condiviso con i Barabba's l'avventura della Bosnia, si recupera una falegnameria e con altri materiali adatti per la ricostruzione del villaggio dei giovani si prepara un container che parte per l'Africa.
Dopo il container nell'estate del 1996, un gruppo di Barabba's si imbarca per il Rwanda, quando ancora la situazione politica era difficile e il Rwanda viveva ancora nel sangue. Da questo viaggio si rafforzerà l'amicizia con padre Hermann e si moltiplicheranno le iniziative a favore del villaggio dei Giovani S. Kizito di Musha, sino a diventare l'impegno principale dell'Associazione che si costituisce appositamente per gestire il progetto Rwanda nella primavera del 1996.
Gli spettacoli sono l'energia del gruppo e il modo di trasportare l'esperienza per l'Italia. Si producono spettacoli di grande qualità, come il "Don Chisciotte", "L’Arca di Noè" scritta per loro da Gian Piero Pizzol, "Libero Tutti"; "Selavì". Con "Ritorno", una struggente storia su un "ex" di San Vittore, che esce dal carcere e si incontra con un mondo che lui non capisce e dal quale non viene accolto. Massimo con Gian Luca e William, e tanti altri giovani clown continuano il lavoro di Massimiliano, di Gigi, Enrico e Sergio e tanti altri, che nella scuola di clown hanno trovato motivo di gioia, di speranza.
Il Corso di espressione corporea è diventata materia di scuola. Nasce l’Università del clown. Bano, Roberto e Carlo sono sempre i "classici punti di riferimento". A loro, in alcune stagioni, si sono aggiunti Carlo Rossi, Valerio e Pierone della "Filarmonica Clowns".
Il meglio del teatro di Arese viene raccolto nella nuova edizione "Teatro fattore di comunione", che viene ad arricchire la lunga fila di volumi, che l’editrice di Arese animata da Salvatore Grillo, pubblica da anni. I venticinque anni di vita vengono vissuti in teatro, una delle sale più prestigiose di Milano, osiamo dire d’Italia:  il Teatro Studio del Piccolo Teatro di Milano: ci sono i vecchi e i nuovi in una serata dove vengono passate in rassegna le gags più belle dei Barabbas’, che continuano a rinnovarsi. Le foto del grande fotografo Enrico Macheroni illustrano in modo splendido il libro che ricorda la serata: “La favola di un sorriso”.
Dopo l’Aula Magna della Bocconi, è stato un vero punto d’arrivo che ha premiato l’intensa attività, dare spettacolo al Teatro Studio, concesso dall’allora presidente Roberto Ruozi con la solita, tradizionale “mediazione” del dottor Salvatore Grillo Ora c’è Giacomo Crespi, un educatore a disposizione di Massimo Giuggioli, ci sono Francesco e Gabriele, i suoi due figli, clowns in erba e poi clowns ben stagionati, che si superano nei nuovi test teatrali: Cerignola Brothers, Clowns di corsa, C’era il Circo, Selavì…
La televisione si interessa dei Barabba’s, Tra gli ospiti dei Barabba’s, un grande maestro di clownerie, Malamhud, poi Ferruccio Cainero, si moltiplicano le Rassegne. L’ultima è “Poeti & Vagabondi”. Intensa l’attività nelle scuole. Si collabora anche con l’Università Cattolica di Milano.
Nasce il sito on-line, la rivista Muraho, si moltiplicano i progetti, le spedizioni in Rwanda. L’attenzione ai giovani del Centro si concretizza nel Progetto Primi passi di accompagnamento al lavoro. Con le famiglie del Centro e di Arese l‘attenzione va sui Rom… I Barabba’s non si stancano mai, il loro capo carismatico, Massimo, con la sua famiglia è inesauribile.
Bellini è il nuovo presidente, ora c’è anche la Gina e altri ancora… La storia è ancora tutta da scrivere… 
E il "terzo mistero"?
E’ forse il più bello: è la forza educativa del teatro, che aiuta a diventare uomini veri, dalla parte del cuore!
Dite poco? Un teatro che non è dello sghignazzo o della volgarità, del riso banale, ma che ha una sua dignità, una sua spiritualità, che si riconosce nei valori della Bellezza, quella che secondo Dostojewskj salverà il mondo. Nel suo angolo di terra, nella sua regione, pur piccola, i Barabba’s Clowns stanno realizzando in parte questa Operazione di Bellezza che, nel sorriso e nel dono, ha trovato la sua “arma non violenta”, costruttrice di rapporti di pace, forse, la più efficace.


Barabba's Clowns ONLUS Via Gran Sasso, 4 - 20020 - Arese (Mi) - Telefono: 02.93583232 - Email: clown@barabbas.it
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